en-Questione di prospettiva?

06/07/2017

L'affidamento di processi, mansioni o progetti a fornitori esterni è abitudine antica, anzi fondamento stesso della moderna teoria della divisione del lavoro (A. Smith lo intese come come un mezzo per aumentarne l'efficienza attraverso la specializzazione). L'uso di risorse esterne (outside resource using = outsourcing) è semplicemente uno strumento per l'ottenimento di determinati obiettivi di crescita, di flessibilità, di efficienza. Come tutti gli strumenti non è buono o cattivo in se, ma è neutro: il successo o l'insuccesso dipende dall'uso che se ne fa. Studi recenti (www.directanswer.com) dimostrerebbero (non stiamo dicendo dimostrano) che in alcune realtà settoriali alcune delle persone chiave in azienda spendono il 70% del proprio tempo in attività che generano appena il 30% del revenue. Cosa succederebbe esternalizzando queste attività? NON LO SAPPIAMO! E non lo sapremo mai finchè non affrontiamo il problema nel modo corretto. Non intendiamo qui convincere della bontà o meno delle scelte, sarebbe troppo semplicistico: intendiamo sottolineare come incredibilmente si preferisca non affrontare il tema, fermandosi piuttosto ad una visione piatta e acritica, forse orientata più a generare "traffico" che non ad analizzare la sostanza del problema. Un pò come succede con molti dei temi di stretta attualità, che non vengono affrontati, ma cannibalizzati, sparati in prima pagina, esclamati, non certo trattati con metodo e prospettiva. Quello che stiamo dicendo è che nessuno si sognerebbe mai di ripararsi da solo la lavatrice, eppure là fuori è pieno di gente che chiede al miglior venditore della sua squadra di inserire a mano i suoi ordini della giornata, magari a sera tardi. E nemmeno stiamo dicendo che la soluzione sia sempre e comunque esternalizzare, sia ben chiaro: stiamo affermando (da anni) che è un tema che si dovrebbe affrontare scientificamente, con una prospettiva un pò più alta.